Elezioni Regionali Puglia 2020

 La fronda M5S con Emiliano: “Votiamo Michele perché con lui possiamo cambiare le cose”

L’ex ministro Fioramonti, il deputato Lattanzio e altri esponenti del movimento si mobilitano. Il ministro Boccia (Pd) insiste con la base grillina per dirottare i consensi a favore del governatore

La corrente è sotterranea. Per ora. C’è, anche se non si vede. Ma gli addetti ai lavori sono pronti a scommettere che si vedrà eccome all’apertura delle urne il 21 settembre. Perché il malcontento di molti elettori M5S, quelli che non sono riusciti a mandar giù il mancato accordo con il governatore uscente Michele Emiliano, si fa largo a mano a mano che ci si avvicina alle elezioni regionali.

“Votiamo Michele perché con lui possiamo cambiare le cose”

Anche nella pattuglia dei quaranta parlamentari eletti in Puglia sotto le insegne del Movimento. Paolo Lattanzio lo sa bene. Il deputato barese, 41 anni, nelle file del M5S fino al 7 agosto e oggi alla testa della fronda del Movimento, non fa giri di parole nella sala dell’Impact Hub alla Fiera del Levante in occasione di un evento sulla cultura al quale partecipa Emiliano. ” Molti parlamentari non si espongono. Nessuno ha preso posizione sulle scelte pugliesi perché c’è un clima di terrore assoluto. Eppure, frequentando l’aula di Montecitorio posso dire che quella compattezza granitica dietro la quale ci si nasconde non c’è”. Lattanzio e il collega Michele Nitti non sarebbero i soli a fare campagna per Emiliano.

Sono due simboli del dissenso. Di chi non ci sta ed è ” spaventato ” . “Perché uno non vale l’altro, Michele non è Raffaele Fitto” . E perché ” guardate i punti del programma di Emiliano”, i due. Le stesse parole dell’ex ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, arrivato in città per dare manforte alla fronda. In sala c’è una cinquantina di persone, volti noti e non. Si affaccia anche l’ex sostituto procuratore generale di Bari, Giuseppe Scelsi, in pensione dal 1° luglio scorso: “Ma soltanto per salutare il presidente”, si affretta a dire. Poi però ammette di essere “incuriosito” . ” Vorrei capire la posizione dei transfughi del M5S “.

A pochi passi dalla fontana monumentale della Fiera si incontrano ex attivisti o candidati baresi nelle liste dei pentastellati alle amministrative 2018. Alessandro De Bari, per esempio: 26 anni, primo dei non eletti al Municipio 1 con 248 preferenze. Ha abbandonato il Movimento per avvicinarsi al Pd: “L’ho fatto perché credo che la politica debba risolvere i problemi e non fare muri o sbarramenti”. Una laurea in scienze politiche e un master in relazioni internazionali a Salerno, De Bari boccia la scelta Antonella Laricchia e dei vertici nazionali M5S: ” È stata sbagliata. Emiliano, nonostante gli errori, resta l’unica alternativa alla destra di Fitto. Evidentemente il Movimento in Puglia ha una vocazione per l’opposizione “.

Del resto Lattanzio e Fioramonti continuano a ripetere che la direzione imboccata da Laricchia e dal capo politico Vito Crimi rappresenti un’opportunità persa. Lattanzio invita gli elettori che hanno votato per i grillini alle politiche a guardare il programma di Emiliano: ” Troverete molti aspetti che hanno caratterizzato la campagna elettorale per le politiche del 2018, quella con la quale il M5S ha vinto in Puglia e non solo”. L’ex ministro va già senza indugi: “Il voto disgiunto è un’opportunità “. E il motivo è uno: “Possiamo incidere su un programma che sia un programma di trasformazione, anche chiedendo al governatore uno sforzo diverso rispetto a quanto fatto negli anni passati”. Voto disgiunto, dunque, al quale fa appello il ministro pd Francesco Boccia da Cesenatico, dove segue un incontro organizzato da Enrico Letta. A Bari, mentre l’umidità si fa sentire, i grillini della prima ora che hanno mollato il Movimento si sbottonano. Lo fa Cesare De Virgilio, 26 anni, medico, ora dem: ” Stavolta il M5S non supererà il 10 per cento. L’anima del Movimento pugliese è stata calpestata con la leadership di Laricchia “.

Ad accogliere a braccia aperte gli ex Cinquestelle sono alcuni candidati del Pd alle prossime regionali. C’è l’ex presidente del Teatro pubblico pugliese, Carmelo Grassi, candidato a Brindisi – ” i vertici del Movimento sono stati troppo rigidi ” – e il sociologo Leonardo Palmisano, per il quale una parte dell’elettorato grillino non farà soltanto il voto disgiunto. “Voterà anche le liste di Emiliano. È una cosa che sento sempre più spesso. Queste elezioni regionali sanciranno una scissione nel M5S. E anche in questo la Puglia si conferma un laboratorio politico nazionale”.

Fonte: Repubblica.it  – a cura di Cenzio Di Zanni

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